Linfodrenaggio Vodder a Salsomaggiore

Il drenaggio linfatico manuale – o più semplicemente linfodrenaggio – rappresenta, soprattutto tra le donne, una delle tecniche di massaggio oggi più in voga in tutto il mondo.
Ideato nel 1932 dal medico e biologo danese, Emile Vodder, il linfodrenaggio svolge diverse funzioni benefiche: prima fra tutte quella di aiutare a contrastare e prevenire la formazione di edemi e gonfiori in qualunque parte del corpo.
E’ lo stesso Vodder a classificare gli edemi  in tre diverse categorie; tutte trattabili anche se con opportune precauzioni. Gli edemi patologici ad esempio – cioè quelli conseguenti a qualche malattia, come l’ insufficienza cardiaca o renale cronica – non vanno mai trattati durante la fase acuta e necessitano sempre e comunque di un certificato medico.
Quelli sui quali operiamo noi operatori del benessere riguardano casi non patologici talvolta provocati dal caldo , dallo stress , dalla stanchezza , oppure i tipici dovuti al ciclo mestruale, alla cellulite oppure all’utilizzo della pillola ( estrogeni ) o ancora della gravidanza
In quest’ultimo caso io inizio a trattare solo dopo i primi tre mesi di gravidanza che reputo non solo i piu’ delicati, ma nei quali la mamma e’ giusto entri in relazione col mistero della nascita . Dopo i primi tre mesi il linfodrenaggio è uno dei massaggi piu’ indicati nello stimolare la circolazione linfatica e quindi nel contrastare l’accumulo di liquidi, questa tecnica è per sua natura lenta, delicata e superficiale, a differenza di altri massaggi più profondi che potrebbero, ad esempio, provocare un’eccessiva dilatazione dei capillari  già fragili della donna.
Va osservato che non di rado la gravida si trova a fare i conti con edemi diffusi in tutto il corpo; e che per trattarli correttamente tutti insieme occorrerebbero circa 5 ore. Un tempo troppo lungo sia per la donna che per l’operatore.
Ecco perché, generalmente, si preferisce lavorare singolarmente una parte alla volta per circa un’ora. Magari separando gli arti inferiori da quelli superiori. Non a caso il linfodrenaggio  è comunemente definito un “massaggio settoriale”.
Dopo un mese di sedute (un paio alla settimana) avremo comunque lavorato efficacemente tutto il corpo.
Essenziale, prima di ogni trattamento, è l’esecuzione delle cosiddette “manovre di scarico del collo”. Una serie di pompaggi (così vengono definite le manovre tipiche del linfodrenaggio) necessarie per liberare il cosiddetto Terminus: un punto di fondamentale importanza situato a livello della fossetta sovraclaveare. Qui infatti è collocata un’importante stazione linfonodale; il punto d’arrivo di tutta la circolazione linfatica.
Eseguire lo scarico, liberare il Terminus, significa prevenire un eventuale sovraccarico a questo livello e il conseguente rischio di gonfiore ai lati del collo, difficoltà a deglutire e sensazione di soffocamento. Le manovre di scarico durano circa 20 minuti.
La prima mezzora è gratuita

 

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